MARIO BASANOV. MA CHI È?


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Tutto quello che troverete scritto su Mario Basanov di sicuro non l’ho scritto io, per queste cose meglio appoggiarsi a chi ne sa davvero e vi giro l’intervista fatta all’artista dal sito Soundwall.it

Marijus Adomaitis aka Mario Basanov (LT–  Needwant)

Mario Basanov è un producer lituano dotato di particolare talento, un talento che va al di là del riuscire a generare buona musica, un talento che riesce a dare “sentimento” ad ogni sua traccia. Probabilmente non sono riuscito a spiegarmi, ma un esempio potrebbe essermi d’aiuto. Vi ricordate di “Lonely Days”, una delle sue ultime uscite? Ne abbiamo già parlato su Soundwall, se non ve la ricordate vi consiglio di andarvela a risentire e forse a quel punto mi capirete. Quella è la voce di Mario Basanov. Incredibile, vero? Ecco, questo è solo uno degli aspetti che rendono Mario Basanov un artista da tenere sott’occhio, cosa che col passare del tempo non risulterà difficile. Artista che per ora è tutto da scoprire, quindi cosa meglio di una chiacchierata per conoscerci meglio?

Ciao Mario, benvenuto su Soundwall!
Si vede che hai talento e il tuo sound sta conquistando molte persone, come nasce la tua musica?

Prima di cominciare a comporre una nuova traccia ho delle visioni e vedo colori. E’ estremamente difficile spiegare questa sensazione che viene dall’interno. Ho una dipendenza dalla musica e tutto quello che viene con lei è strettamente connesso con il mio spirito.

I tuoi sono ritmi lenti, balearici e molto deep, suoni che si mischiano perfettamente con la tua voce. Come nasce l’idea di inserire un tuo vocal sulle tue tracce?

Ho suonato il fagotto (uno strumento a fiato) sin da quando ero bambino, è per questo che ho tutte le basi. La tecnica utilizzata per produrre suoni con gli strumenti a fiato è simile alla tecnica utilizzata dai cantanti. Si utilizzano gli stessi gruppi muscolari, per esempio il diaframma. Durante la mia adolescenza ascoltavo la musica dalla “Motown”: Stevie Wonder, Donny Hathaway, Marvin Gray, Michael Jackson eccetera. Mi incuriosiva il fatto di registrare la mia voce su una mia traccia. Non è stata la prima volta, c’è sempre la mia voce nei cori che utilizzo per produrre. Ma era la prima volta che lo facevo da solista.

Parlando di “Lonely Days”, puoi parlarci del tuo ultimo EP e magari svelarci qualcosa riguardo alla collaborazione con il misterioso progetto svedese “Drop Out Orchestra”?

Questo singolo è il più variopinto. I remix son tutti fantastici e molto diversi. Ho immaginato di registrare una traccia in stile Disco, quindi ho usato la tecnica del falsetto. La mia più grande sfida sarebbe stata cantare sulla traccia di qualcun altro, invece di farci un remix. Sono affascinato dal groove e dalla vitalità del sound dei “Drop Out Orchestra”. Penso sia un buon Ep. Li hai definiti misteriosi, quindi anche la nostra collaborazione deve essere misteriosa.

La tua musica si adatta perfettamente alla tendenza del momento, un ritorno ai suoni house un po’ più puri, che si allontanano un po’ dalla corrente più minimale che era predominante qualche anno fa. Cosa ne pensi?

Io utilizzo questo modo di dire: “non essere alla moda, sii elegante”. E’ questo il motivo per cui non sempre pongo attenzione alle tendenze nel mondo della musica dance, perchè cambiano ogni settimana. Gradisco molto il sound disco. Ora come ora sto cercando di riportare il suono a quello retro dell’house old school. C’è stato un periodo in cui ho ammirato i suoni minimal e tech, ma ora mi sembrano essere sterili. Non hanno vitalità e sensibilità.

Sei ancora molto giovane ma hai già una buona carriera produttiva alle spalle, cosa è per te fonte di ispirazione?

Ho iniziato a produrre tredici anni fa. Creai diversi album stilisticamente diversi: house, R&B, broken beat, anche hip hop. Come artista ho iniziato la mia carriera nel 2008. In quegli anni ho iniziato a lavorare con Vidis, creammo una traccia chiamata “Test”, la quale fu rilasciata su “Defected Records” nella compilation di Gilles Peterson. Quest’anno è stato quello di maggior successo, più di dieci vinili e un sacco di produzioni digitali sono stati rilasciati. La mia più grande ispirazione è il fagotto, il mio strumento. L’ambiente in cui vivo mi aiuta a generare il sapore nella musica. Non è solo un’ispirazione, ma è diventato un modo di vivere.

Sei ancora molto legato alla scena lituana anche se la tua fama si sta allargando al resto dell’Europa. Cosa sai dirci della scena musicale lituana, magari facendo anche un confronto rispetto al resto delle tendenze musicali presenti in Europa.

La scena elettronica è abbastanza attiva in Lituania. Abbiamo progetti Trance, Progressive e House. Anche le scene Break e Dub Step sono attive. E’ difficile soddisfare le nostre aspettative perchè la situazione dei club in Lituania è molto delicata. Il fabbisogno di musica da club è più grande in Europa e ci sono più opportunità di essere ascoltati.

Parlando della tua crescita musicale cosa prevedi per il tuo futuro e su cosa stai orientando principalmente i tuoi sforzi ora?

Voglio utilizzare tutto ciò che Dio mi ha concesso. Ho delle abilità e quindi voglio creare. Voglio esprimere i miei pensieri attraverso la musica. Durante le performance riesco a rappresentare il mio amore e la mia attrazione verso la musica. Oltre a questo voglio aggiornale il mio studio prendendo un nuovo sintetizzatore o qualche nuovo equipaggiamento per la produzione.

Grazie per il tempo concessoci. Buona fortuna.
[fonte]

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