22 dicembre c’è Ali Love Live!!! ( si ma chi è?)


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Tutto quello che troverete scritto su Ali Love di sicuro non l’ho scritto io, per queste cose meglio appoggiarsi a chi ne sa davvero e vi giro l’intervista fatta all’artista dal sito Soundwall.it

Il nuovo singolo dei Justice ‘Civilization’ uscito a fine marzo su Ed Banger è l’occasione giusta per parlare di Ali Love. Perchè? Perchè è la voce di Ali quella che sentite in questo brano, scritto insieme al duo francese. Dopo il suo album di debutto ‘Love Harder’ sulla Back Yard Recordings nel 2010, Ali ha fatto un grande ritorno con questo potente singolo, che sarà sicuramente uno dei tormentoni dell’estate.

Ciao Ali. Iniziamo l’intervista parlando del passato. Sei cresciuto nel Norfolk e nella tua famiglia è sempre stato presente un grande eclettismo musicale: tuo padre ascoltava jazz, i tuoi fratelli si dividevano tra blues-rock, hip hop e i primi suoni electro, tua madre era un’amante del soul e del rhythm & blues; il tuo patrigno è Hank Wangford, probabilmente il più importante performer di musica country alternativa che l’Inghilterra abbia mai prodotto. In che modo tutti questi suoni e l’ambiente in cui sei cresciuto ti hanno influenzato?

Credo che durante la mia crescita e la mia formazione le influenze più importanti siano state la black music americana, gruppi come i ‘Tribe Called Quest’, i ‘De La Soul’ e Big Daddy Cane, così come la prima musica electro, ad esempio Grand Master Flash e tutta la nuova musica elettronica e break dance. I beat elettronici, la drum machine e il handclap mi sono sempre piaciuti, mi facevano sentire felice. Dopo averli ascoltati ho voluto scoprire cos’era che creava quei rumori e come quelle macchine fossero state create. Ho finito con il comprarne la maggior parte e adesso sono a casa mia, pronte ad essere suonate e a produrre musica. Sono come dei giocattoli per adulti.

Sei sempre voluto diventare un musicista, o avevi altri progetti per la tua vita?

Il mio primo sogno quando ero piccolo era quello di diventare un super eroe, ma quando ho realizzato che era fisicamente impossibile ho dovuto cambiare idea e decisi che avrei fatto l’illustratore di fumetti, o l’artista… Per come si sono evolute le cose nella mia vita, la musica è venuta di conseguenza. Vedo la musica come un modo di dipingere, riesco a vederne i colori e le immagini, quindi in un certo senso sto facendo quello che ho sempre desiderato fare, ma proiettato in un campo diverso. Ogni canzone è come un’immagine: rappresentano sempre la scena di cui parlano, tramite il genere, la voce, le vedo così…

Hai iniziato suonando in delle band, poi nel 2006 hai preso la decisione di iniziare a produrre musica per conto tuo. Come mai? Avevi delle esigenze particolari?

Volevo produrre cose mie ed ero stufo delle persone che mi dicevano cosa fare.

Hai anche iniziato a fare uscire i brani sulla tua etichetta indipendente ‘I Love Records’. Credi che questa sia una maniera più semplice di farsi strada?

Sì, c’è meno pressione su di te come artista perchè sei meno esposto, al contrario di come accadrebbe con un’etichetta più grande. Puoi fare le cose nella tua maniera, come ti pare. La cosa migliore del pubblicare sulla tua label è che puoi scegliere il tipo di persone che ascoltano la tua musica e dove vuoi che venga suonata.

Hai lavorato con grandi artisti come i The Chemical Brothers, i Justice, Martin Dubka. Hai anche vissuto nel North Finchley in una villa con Drew McConnell, Luca C e Lee Mavers: pensi che collaborare con le altre persone sia importante per una propria crescita personale ed artistica? E’ per te un modo per capire e cogliere i diversi aspetti della realtà ed inserirli poi nei tuoi lavori?

Penso che più parli con le persone e più conosci le loro esperienze, più cose scopri sulla vita e sulla realtà e questo poi si esprimerà in tutto quello che fai e nei tuoi lavori. Dobbiamo imparare dal prossimo, collaborare con altri professionisti ti migliora in ciò che fai, ti fa lavorare di più e ti fa prendere consapevolezza di quello che stai facendo in quanto musicista.

Parlaci di ‘Civilization’, il nuovo super singolo dei Justice. Com’è stato lavorare insieme a loro?

Dopo un concerto ad Amburgo volai a Milano per una notte, dove feci una serata pazzesca, dormii pochissimo e poi volai a Parigi per raggiungere i Justice. Incontrai i ragazzi all’hotel Amour per un drink, la sera prima di iniziare la nostra collaborazione, e tutto ciò di cui parlammo furono cose senza senso come battaglie medievali, la coltivazione delle patate e David Crosby. Dopo tutto questo capii che la collaborazione sarebbe andata avanti. Iniziammo il brano e a volte si creavano dei momenti semplicemente magici; in questi casi devi solo accorgertene, aprirti ad essi e cavalcare l’ispirazione fino alla fine.

Il brano è stato usato nel nuovo spot dell’Adidas dove appaiono radunati importanti nomi dello show business (Katy Perry, Missy Elliott, Ryukyudisko, David Beckham, i designer Kazuki Kuraishi e Jeremy Scott, e molti altri), quindi ora ti puoi considerare un poco all’interno del mainstream. Non è l’unica volta che un pezzo con la tua voce viene usato nella pubblicità: c’era anche lo spot del profumo di Paco Rabanne che usava ‘Do it again’ dei Chemical Brothers. Cosa ne pensi?

Mi è abbastanza indifferente. Di questi tempi la professione del musicista non è il modo più semplice per fare soldi, quindi questa è una delle brutte conseguenze necessarie.

Tornando a ‘Do it again’: con i soldi che ti ha fatto guadagnare sei partito per un viaggio di un anno in giro per il mondo. Sarà stata una bella esperienza che ti ha arricchito molto. Come mai questa decisione? Come ha influito sui tuoi lavori successivi?

Per me una bella canzone è come un viaggio. Viaggiare fisicamente è uno dei modi per cambiare mentalità, ma ovviamente ci sono anche altre vie per farlo, come l’LSD o la DMT. Viaggiare mi ha fatto aprire la mente a cose nuove che ho poi inserito nella mia musica.

Queste canzoni successive sono più minimali, melodiche, hai affermato che sono un qualcosa creato sia per la mente che per i piedi. E’ avvenuto in modo per te semplice questo cambiamento?

Credo che un certo tipo di musica, come la musica dance, sia ancora una cosa tribale, un rito: è il rito moderno dell’andare in un club, magari prendere dell’ectasy e ampliare così la propria visione. Principalmente deriva dal fatto che in quanto esseri umani desideriamo il contatto con l’altro, desideriamo condividere le vibrazioni e sentirci connessi, quindi sì, posso dire che risulti facile a chiunque prenda parte a tutto ciò.

Dietro ognuna delle canzoni che scrivi si nasconde una bella storia. E’ un modo per dargli una specie di impronta umana?

Non so. Credo nel calore umano e credo nel fare della buona musica e se queste due cose si incrociano nei miei brani è fantastico. Penso che sia molto importante per la società e per le persone, a volte mi riesce bene altre no. Comunque cerco umilmente di fare le cose nel modo giusto, non solo per me, ma anche per gli altri.

E che ci dici dell’insoddisfacente contratto con la major Columbia Records nel 2007?

E’ stata un’esperienza da cui ho imparato molto, non cambierei niente di quello che è successo. Hanno cercato di trasformarmi in una pop star, ma io non mi sentivo a mio agio. Preferisco essere più underground, più dietro le quinte. Quello che hanno tentato di farmi è stato un po’ meschino, quindi in un certo senso è stato un sollievo abbandonare tutto.

Possiamo includere la musica elettronica all’interno di un’evoluzione dell’arte contemporanea, ma stiamo davvero cercando qualcosa di nuovo, o stiamo solo rinnovando il passato?

In tutti i secoli la società ha rinnovato il passato, da periodi come ad esempio il Rinascimento. Ci sono così tante cose che sono state prese dalla storia. Musicalmente gruppi come i Ramones hanno solo velocizzato il rock’n’roll anni ‘60 in risposta al prog-rock che andava in quegli anni. Con la musica post moderna ci si rifà comunque al passato. Quindi credo che quello che prendiamo e il come lo mescoliamo corrisponde a quello che abbiamo nel presente.

Grazie ad Ali.

[fonte: http://www.soundwall.it/ali-love-this-is-the-way-love-makes-you-feel/]

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